Progetto

PRIMA E DOPO


La rinascita di una dépendance nel parco

Progetto di ristrutturazione e interior design:  Giulia Giavito architetto

Foto: Giulia Giavito  – Susanna Menegotto

Dopo:

Prima:

I disegni:

La Rinascita

PRIMA — Uno spazio sospeso nel tempo

La dépendance era lì, nel cuore del parco, ferma, silenziosa, quasi trattenuta.

Un luogo nato per accogliere: cene di famiglia, risate, ritmi lenti delle domeniche.

Poi, con il tempo, tutto si era quietato.

La luce entrava a fatica, i materiali avevano perso calore, e ciò che un tempo vibrava di vita era diventato un ricordo che non trovava più forma.

Era come se lo spazio si fosse chiuso insieme al dolore di una perdita importante.

Una presenza paterna che aveva reso quel luogo speciale e che ora aleggiava tra le sue pareti, in silenzio.

C’era bisogno di un respiro nuovo.

Di una rinascita che rispettasse la memoria, senza imprigionarla nel passato.

DOPO — Una casa che torna a vibrare

Il progetto ha seguito un principio semplice e profondo: far tornare a fluire ciò che si era fermato.

Luce che entra, vita che ritorna.

Abbiamo aperto la casa con grandi vetrate che oggi catturano il parco e lo portano dentro.

La luce è tornata a scorrere, morbida e avvolgente, come un gesto che consola e riaccende.

Memoria che si trasforma (non si cancella)

Le perline originali in larice, testimoni di anni felici, sono state recuperate, trattate e trasformate in nuovi arredi.

Non sono solo elementi di design: sono frammenti di storia che hanno trovato un nuovo modo di vivere.

Il camino — riprogettato come simbolo contemporaneo del focolare — evoca quel calore familiare che da sempre custodisce ricordi, voci e presenze.

Un tocco industriale come omaggio alla storia di famiglia

La scelta di inserire dettagli che strizzano l’occhio all’estetica industriale non è solo un vezzo stilistico.

È un tributo discreto all’azienda di famiglia, alle sue radici solide, al lavoro che ha costruito tanto e che continua, silenziosamente, a essere parte dell’identità di chi abita questo luogo.

Un modo gentile per intrecciare passato e presente, tradizione e rinascita, memoria e nuova visione.

Comfort invisibile, benessere percepito Ogni soluzione tecnica è stata pensata per non apparire

e per farsi sentire: una temperatura sempre accogliente, una luce che segue i ritmi della giornata, un’acustica che protegge il silenzio.

È il comfort che non si vede, ma che fa stare bene.

Uno spazio che ora parla con la voce giusta

In questo progetto si sono allineate tre presenze:

• il luogo, con la sua energia buona

• la proprietaria, con il suo desiderio di rinascita

• la memoria familiare, discreta ma intensa, che ha guidato molte scelte.

Oggi la dépendance è un rifugio contemporaneo, una stanza dell’anima dove la luce abbraccia la memoria e il presente ritrova il suo posto.

Ogni volta che la proprietaria apre quella porta mi dice: “Qui sento pace.”

E in quella pace, forse, c’è ancora un po’ della presenza che ha reso questo luogo speciale.